Storia 

La Tossicologia Forense nacque in Italia per le necessità della perizia medico legale in tema di lesività chimica con particolare riguardo alla fattispecie dell’omicidio mediante sostanze venefiche (veneficio). 
In questa ottica si motivarono quanti tra il 1800 ed il 1900 si dedicarono all’argomento compiendo ricerche per la evidenziazione qualitativa e quantitativa dei veleni in organi e liquidi biologici cadaverici. 
Ciò nonostante in Italia questa disciplina non si cristallizzò esclusivamente alla ricerca del puro dato analitico ma affrontò il vasto problema della localizzazione, distribuzione ed eliminazione dei veleni, la loro metabolizzazione e, soprattutto, quello interpretativo nei casi di intossicazione sia sul vivente che nel cadavere. Sotto questo aspetto quindi la Tossicologia Forense fin dal suo nascere presentava una evidente dicotomia di finalità: quella puramente analitica e tecnologica e quella interpretativa, l’una prodromica all’altra. 
La nascita e lo sviluppo delle sezioni di Tossicologia Forense nei vari Istituti di Medicina Legale, che fossero dotate di strumentazioni analitiche sofisticate e sempre più aggiornate nonchè di esperti qualificati, diventava nel corso degli anni una esigenza dettata dai vari campi di applicazione della materia che, nata come si è detto inizialmente per le esigenze di una singola fattispecie (quella del veneficio), si trovava nel corso del tempo a dover intervenire in molteplici altri campi, quali ovviamente la diagnosi di avvelenamento in tutti i casi di soggetti venuti a morte per sospetta intossicazione acuta, non necessariamente dolosa, la diagnosi chimico-tossicologica d’urgenza in corso di intossicazioni acute, le ricerche quali-quantitative di sostanze comprese negli elenchi dei prodotti ad azione stupefacente sui reperti sequestrati per conto dell’autorità giudiziaria, gli accertamenti di sostanze assunte a scopo voluttuario (alcool, stupefacenti, farmaci psicotropi in genere), i controlli “anti-doping” di molecole usate abusivamente in campo sportivo, le ricerche tossicologiche non solo in ambito di lavoro o in ambito industriale ma anche nelle diverse problematiche ecotossicologiche in campo giudiziario.

I dati epidemiologici e l’ampia casistica scaturiti da questa vasta gamma di esperienze costituiscono oggi l’ampio bagaglio scientifico-culturale della Tossicologia Forense che si trova così ad assumere un ruolo di rilevanza pubblica e sociale, per l’attualità dei suoi svariati campi di applicazione. 

In base a queste premesse fu sentita la necessità di costituire un sodalizio scientifico di quanti operavano in questo settore tanto è che fino dal 1974 fu fondato a Firenze, per iniziativa di Francesco Mari, il Gruppo Tossicologi Forensi (G.T.F.) afferente alla Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni (SIMLA).

L’esigenza per gli operatori nel settore specifico di costituirsi in un gruppo era motivata inizialmente dalla consapevolezza della necessità di dover confrontare e criticamente valutare le proprie esperienze e i dati emergenti dalle ricerche nelle singole sedi, e di porre le basi della disciplina universitaria. 
Dopo alcune informali riunioni il Gruppo si é organizzato nel luglio 1975 proponendosi compiti e finalità esclusivamente scientifiche tra cui quello di potenziare ed aggiornare le proprie conoscenze in campo tossicologico-analitico e in campo tossicocinetico in ordine all’interpretazione del dato in senso biologico e statistico-epidemiologico. Fondamentale inoltre il versante dell’insegnamento disciplinare non solo in ambito universitario nei vari corsi di laurea di base e specialistici presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia come in altri (Farmacia, Chimica e Tecnologie Farmaceutiche, Scienze Biologiche, Scienze Giuridiche), in varie scuole di specializzazione nonché nei corsi di perfezionamento e nei master post lauream ma anche in campo extrauniversitario, con la promozione di corsi di aggiornamento e di perfezionamento per altri operatori del settore. 
Inoltre il Gruppo Tossicologi Forensi ha da sempre il compito di favorire la collaborazione scientifica con enti ed Istituzioni sia a livello regionale che nazionale ponendosi sempre nella disponibilità, anche nelle figure dei singoli soci, per attività consulenziale di supporto a tutte quelle iniziative che lo Stato voglia promuovere, attraverso commissioni o organismi dei propri Ministeri, in campo tossicologico, anche in merito a problematiche legislative. 
La promozione dell’attività scientifica nell’ambito disciplinare ed interdisciplinare é comprovata dai numerosi meetings e convegni scientifici nazionali a scadenza periodica che il Gruppo ha realizzato ed organizzato e in cui i vari soci hanno portato il loro contributo.

Il Gruppo, dopo il primo decennio di attività, si è costituito legalmente come Associazione scientifica dandosi uno Statuto nel corso del Meeting nazionale tenutosi a Pisa nel maggio 1986. 
Ne fanno parte, come soci ordinari, cittadini italiani residenti in Italia, laureati in discipline scientifiche con maturata e documentata esperienza, anche scientifica, di Tossicologia forense, che operano nell’ambito delle istituzioni universitarie, Enti pubblici, Servizio Sanitario Nazionale, ovvero strutture che si occupano di Tossicologia analitica con finalità forensi, nonché specialisti in Tossicologia forense e liberi professionisti con maturata e documentata esperienza 
Annovera soci onorari, scelti fra personalità italiane o straniere, assurte a particolare rinomanza nel campo della Tossicologia forense e/o analitica o che si siano adoperate per l’affermazione della disciplina (ad oggi Teodora Macchia, Marilyn Huestis, Steven B. Karch), e soci corrispondenti, scelti fra cultori, stranieri o italiani, residenti all’estero.